Crediti fiscali inesistenti: indagati due bresciani
Nuovo sviluppo nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Brescia su un presunto sistema di compravendita di crediti fiscali inesistenti per oltre quattro milioni di euro. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno eseguito un provvedimento che vieta per dodici mesi l'esercizio dell'attività professionale e imprenditoriale nei confronti di un commercialista e di un imprenditore bresciani, indagati insieme ad altre tre persone. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe creato e commercializzato falsi crediti IVA attraverso società prive di reale attività economica e intestate a prestanome. I crediti, risultati inesistenti, sarebbero poi stati ceduti ad altre aziende tramite una società intermediaria per consentire di ridurre il pagamento di imposte e contributi. Tra le società che avrebbero utilizzato questi crediti figura anche il Brescia Calcio, considerato però tra i soggetti acquirenti e non tra gli organizzatori del presunto sistema fraudolento. Per gli inquirenti, il commercialista e l'imprenditore avrebbero svolto un ruolo di intermediazione nell'operazione, pur essendo consapevoli dell'irregolarità dei crediti, ottenendo in cambio una provvigione economica. L'indagine, avviata già nel 2025 con perquisizioni in diverse regioni italiane, aveva già portato nei mesi scorsi all'arresto di un altro indagato. Le misure sono state confermate dal Tribunale del Riesame e dalla Corte di Cassazione. Resta comunque valido, come previsto dalla legge, il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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