L'autofficina diventa una discarica

Quella che sulla carta risultava un'autofficina si era trasformata, secondo gli accertamenti delle forze dell'ordine, in una vera e propria discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi. È quanto emerso nel corso di un'operazione di controllo condotta dai carabinieri della Tenenza di Zingonia, affiancati dai Carabinieri Forestali di Curno, dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e dalla Polizia Locale di Ciserano. Durante l'ispezione, i militari hanno rinvenuto all'interno del capannone e nelle aree esterne un'ingente quantità di rifiuti speciali pericolosi accumulati senza autorizzazione e privi di qualsiasi sistema di tracciabilità. Tra i materiali sequestrati figurano olio esausto, filtri, pneumatici fuori uso, componenti di motori non bonificati e altri scarti derivanti dall'attività di autoriparazione. La maggior parte dei rifiuti era stipata all'interno di otto furgoni parcheggiati sia nel capannone sia lungo la pubblica via, circostanza che ha aggravato il quadro emerso durante i controlli. Al termine dell'operazione, il responsabile è stato denunciato per l'ipotesi di reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi. I carabinieri hanno inoltre disposto il sequestro preventivo del capannone e di sette veicoli risultati sprovvisti della prescritta copertura assicurativa. Gli accertamenti del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro hanno fatto emergere anche diverse violazioni in materia di sicurezza. Al titolare dell'attività vengono contestate l'ostruzione delle vie di esodo, la non conformità strutturale dei locali, l'assenza della cassetta di pronto soccorso e l'installazione di un impianto di videosorveglianza non autorizzato. Per queste irregolarità il titolare è stato denunciato a piede libero e nei suoi confronti è stata elevata un'ammenda di 3.519,70 euro. Le indagini proseguono per accertare l'entità delle violazioni ambientali e verificare la corretta gestione dei rifiuti prodotti dall'attività.

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