Ghiacciai in pericolo: l'SOS della "Carovana"

Clima sempre più caldo, zero termico oltre i 5 mila metri ed i ghiacciai si sciolgono sempre più in fretta. Fra i casi simbolo della fragilità in alta quota (insieme a Monte Bianco e Marmolada) c'è il ghiacciao dell'Adamello dove questo sabato, con un flash mob , è partita l'edizione 2026 della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente. Fra il 17 agosto e il 3 settembre tutto l'arco alpino incontrando amministratori, enti ed associazioni che hanno a cuore l'ambiente, ma anche per denunciare quanto sta accadendo. Con il prologo sulle montagne camune Legambiente, insieme a CAI, CIPRA ITALIA, Fondazione Glaciologica Italiana e gli oltre 90 firmatari del Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse chede una regia europea per far riconoscere i ghiacciai bene comune. E poi chiede al Governo di attuare il piano nazionale di adattamento ai cambianti climatici. Sull'Adamello è stata presentata anche la prima piattaforma italiana per i ghiacciai, le terre emergenti e il futuro delle montagne. La situazione è drammatica. Parlando solo dell'Adamello, il ghiacciaio più grande delle Alpi, sta registrando un continuo ritiro: l'anno scorso ha perso 12 milioni di metri cubi di acqua, fra il 2023 e il 2025 ha subito 265 metri di ritiro. Scopo della carovana che attraversa le Alpi anche monitorare da vicino, guardare anche fisicamente gli effetti della crisi climatica sulle montagne italiane, raccogliere dati e divulgare quando accade che ha effetti immediati anche su chi frequenta la montagna. La Carovana dei ghiacciai dopo aver toccato la Savoia e il Monte Bianco tornerà in Lombardia sul ghiacciaio dei Forni in Valtellina il 25 e 26 agosto, poi proseguirà per il Friuli Venezia Giulia e quindi per il Monviso.

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