Codice rosso: la violenza non va in vacanza
Prosegue senza sosta l’attività dei carabinieri di Bergamo contro la violenza familiare e di genere. Anche in estate i reati da “codice rosso” impegnano l’Arma e la Rete Provinciale Antiviolenza. All’origine del fenomeno ci sono spesso problematiche economiche all’interno della coppia o del nucleo familiare. Ma si registra anche un crescente numero di situazioni conflittuali dovute ad alcolismo, tossicodipendenza e ludopatia. Non mancano, anche se in misura minore, problematiche legate alla gelosia e a patologie psichiatriche. Dall’inizio di giugno a oggi i comandi stazione della Bergamasca hanno ricevuto oltre 400 denunce riguardanti reati da “codice rosso”: 261 indagati sono italiani e 139 stranieri; in 20 casi le persone indagate sono donne e in 144 casi tra indagato e persona offesa c’è uno stretto rapporto di parentela. Le Centrali Operative delle quattro Compagnie carabinieri hanno inoltre ricevuto, al Numero unico di emergenza, 367 richieste d’intervento per presunti fatti da “codice rosso”. Sono emerse situazioni complesse, spesso tenute nascoste dalle vittime per mesi o anni, fino a quando episodi particolarmente violenti le hanno spinte a chiedere aiuto. In 40 procedimenti l’Autorità giudiziaria ha disposto misure cautelari: dall’allontanamento dalla casa familiare al divieto di avvicinamento, fino alla custodia in carcere nei casi più gravi. Alle vittime viene anche offerto supporto: 35 di loro si sono rivolte a un centro antiviolenza.
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