La Guardia di finanza presenterà il conto

Nuove regole per gli interventi di soccorso effettuati dalla Guardia di finanza. Chi provoca volontariamente o con grave imprudenza una situazione che rende necessario il soccorso potrà essere chiamato a sostenerne i costi. Lo stesso vale per chi richiede un intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo. La Guardia di finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso . In mare, in montagna, nelle zone più difficili da raggiungere e in occasione di calamità o altre emergenze, il Corpo può mettere a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali. Le operazioni possono durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di uomini e mezzi. Una chiamata ingiustificata, quindi, non è priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per soccorrere chi si trova realmente in pericolo. La Guardia di finanza spiega che “l'obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le persone dal chiedere aiuto, ma evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione. In questo modo si proteggono le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell'intero sistema di soccorso”. Il pagamento, precisa ancora la Finanza, non sarà automatico. Prima verrà sempre prestato il soccorso. Solo al termine delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l'intervento.

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