La Val Rabbia ha spazzato di nuovo la Valle Camonica

È una situazione di forte criticità quella vissuta in queste ore in Valcamonica, colpita da un’ondata di maltempo che dalla scorsa notte ha portato piogge intense e persistenti. Un primo allarme è giunto attorno a mezzogiorno in territorio di Sonico, nella zona della Val Rabbia, al confine con Malonno. Una massa di acqua, detriti e massi si è riversata verso la Statale 42, costringendo alla chiusura della principale arteria della valle e bloccando di fatto i collegamenti tra alta e bassa Valcamonica. Proprio nel mese di luglio erano stati consegnati i lavori per la risoluzione dell'interferenza tra la Val Rabbia e la SS 42, nell'ambito di un intervento finanziato da Anas e Regione Lombardia. Con il passare delle ore l’esondazione ha però poi persino lambito la ferrovia, tanto che il sindaco di Malonno Giovanni Ghirardi insieme ai tecnici stava valutando lo sgombero della zona industriale. Per la circolazione è stata quindi aperta a senso unico regolato da semaforo la strada del Monte Padrio che immediatamente ha creato un ingorgo caotico a Edolo. Il sindaco Luca Masneri ha quindi amaramente constatato è attualmente l’unica variante rispetto ai guai causati dalla Val Rabbia sulla 42. A Sonico la situazione è tuttavia ancor più critica: secondo alcuni testimoni, poco prima dell’arrivo del materiale si sarebbe avvertito un forte rumore sordo e alcune abitazioni avrebbero persino tremato. Il torrente – con la briglia a monte incapace di contenere la quantità immane di materiale franoso - è sceso con violenza sotto il ponte di Rino, che in un primo momento ha retto all’impatto della colata, salvo poi essere completamente travolto, crollando come già accaduto nel 2012. È stato quindi immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale, allestito in municipio e coordinato dal Sindaco Gianbattista Pasquini e dalla sua giunta. Sul posto, stanno operando la Protezione civile di Sonico, i Carabinieri, la Polizia Stradale e i Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Darfo, Breno, Edolo e Vezza d’Oglio, i funzionari da Brescia, i tecnici e anche l’elicottero Drago impegnato nelle rilevazioni. Attorno alle 16 sono state evacuate le case della frazione, con i residenti che – grazie all’ausilio degli operatori dell’Arnica di Berzo Demo - hanno trovato temporaneamente riparo nelle vecchie scuole elementari di Garda. La situazione resta però delicata anche su altri fronti. Sotto stretta osservazione ci sono infatti la Val Finale e la Val Vallaro, dove il maltempo ha provocato nuovi e importanti dissesti. A Stadolina di Vione, il torrente Vallaro è nuovamente uscito dagli argini, in una zona interessata anche da lavori nei giorni scorsi. Proseguono senza sosta gli interventi e le valutazioni sulla sicurezza, anche perché alcune abitazioni sono già state allagate ed evacuate. Al momento l’intera area resta sotto osservazione, mentre le autorità stanno verificando l’evoluzione della situazione e le eventuali ulteriori misure da adottare. L’invito di forze dell’ordine, Protezione civile e amministratori, è quello di evitare di mettersi in viaggio da e per l’alta Vallecamonica se non per motivi strettamente necessari, prestando la massima attenzione e seguendo le indicazioni delle autorità. Migliaia di turisti in transito hanno dovuto percorrere strade alternative, qualcuno per raggiungere Ponte di Legno addirittura ha deciso di rientrare verso Brescia, salire dalla Valsabbia, Madonna di Campiglio, per poi percorrere Vermiglio e Tonale. Fortunatamente la presenza di quello che è stato testato in questi anni ha insegnato che l’allertamento è la prima regola per salvare vite, e così è stato.

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