Task Force per la Val Rabbia

Resta alta l’allerta in Valcamonica, dopo il violento maltempo che questo giovedì, in poche ore, ha scaricato oltre 60 millimetri di pioggia provocando frane, allagamenti ed evacuazioni. La situazione più grave resta a Sonico, dove la Val Rabbia è nuovamente franata, riversando a valle, in più ondate, decine di migliaia di metri cubi di fango e detriti. La violenza dell’acqua ha spazzato via il ponte di collegamento con la frazione di Rino e invaso la Statale 42, che resta chiusa mentre proseguono le operazioni di sgombero. Per tutta la notte una decina di mezzi ha lavorato per liberare la carreggiata, ma al momento non ci sono le condizioni di sicurezza per la riapertura a causa dell’elevato rischio idraulico: le piogge persistono e il timore diffuso è che ci possano essere altre colate. Intanto, questa mattina, un elicottero ha sorvolato le aree colpite per monitorare dall’alto la situazione. In campo restano Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri, Guardia di finanza, Anas, tecnici, Comuni, Provincia e Regione. A Rino sono state evacuate circa 250 persone, mentre a Stadolina di Vione l’esondazione del torrente Vallaro ha costretto a lasciare le abitazioni una settantina tra residenti e turisti. L’emergenza, dunque, non è ancora conclusa: dopo una giornata drammatica, in Valcamonica si continua a lavorare per mettere in sicurezza il territorio, con gli occhi puntati ancora una volta sul cielo. Emergenza parzialmente rientrata per il momento a Malonno, dove permane il percorso alternativo verso Edolo attraverso il Monte Padrio: è riservato alle sole auto e unicamente per motivi di reale necessità. Ha registrato lunghe code.

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