I fiori che spaccano la roccia

Quarant'anni di scherma a fine estate al Passo del Maniva, con i pascoli alti e le piste di sci come aula naturale, dove i bambini, i ragazzi, i giovani, ma anche i grandi atleti trovano nuove motivazioni e ispirazione per dedicarsi ad uno sport diffiicle, pieno di trabocchetti, frutto di continua concentrazione e di tanto impegno. Al Maniva, il Maestro Attilio Calatroni, olimpionico e campione in un numero incalcolabile di competzioni ad ogmi livello, sperimenta con successo il suo metodo naturale di fare scherma ovunque, soprattutto nel regnbo della bellezza, dove non c'è una sola pedana elettronica nel severo mondo delle palestre, ma il regno gioioso della natura. Quest'anno con il Maestro Calatroni c'è anche Pietro D'Attellis, fiorettista italiano e maestro di scherma, atleta di livello nazionale nella categoria Master 1, che al Maniva aiuta il lavoro del suo Maestro e, a sua volta, si sta preparando ai prossimi mondiali di Scherma a Taschkent in Uzbekistan. Attilio Calatroni, 76 anni appena compiuti, in ottima forma fisica e mentale, non è uomo da grandi discorsi: uomo di campo e di sport, osserva i ragazi di oggi e scuote un poco la testa per la loro sempre più forte dipendenza dal mondo virtuale. Ogni stage estivo del Maniva, da 40 anni a questa parfe, ha uno slogan riportato sulle t-shirt dei ragazzi che quest'anno recita: ”Come puoi pensare di non farcela, se ci sono fori che spaccano al roccia”. Garzie anche a questo metodo, i ragazzi del corso del Maestro Calatroni sono tutti fortemente motivati e progrediscono ogni giorno. Tornati nelle loro palestre, al chiuso, nelle città, continueranno a sognare il profumo del Maniva, che dà al loro sport le ali per volare.

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