Immagini di laboratorio diventano paesaggi
Le immagini di cellule e tessuti al microscopio vengono reinterpretate come veri e propri territori e paesaggi interiori. Curata dal compositore, scrittore e chitarrista Fabio Ingrosso, la mostra inaugurata questo venerdì 2 ottobre all’ospedale di Esine, espone le opere nate dalla collaborazione tra gli studenti dell’Accademia Santa Giulia e il Laboratorio di Anatomia Patologica dell’Università di Brescia nell’ambito del progetto “Quelli che ci guardano dentro” dell’Associazione Italiana tecnici di Istologia e Citologia. L’iniziativa è organizzata dall’Asst Valle Camonica con il Comitato Andos Valle Camonica Sebino nell’ambito del mese dedicato alla prevenzione al femminile ottobre in rosa. “Paesaggi-Dispositivi di osservazione”, questo il titolo della mostra che unisce scienza medica e interpretazione artistica: le immagini istologiche al microscopio vengono astratte dal loro contesto puramente clinico e si trasformano in "paesaggi interiori" o territori geografici da esplorare. L’occhio clinico del medico, con i dispositivi diagnostici di osservazione, coesiste quindi con quello creativo dello studente di arte che trasforma la complessa realtà biologica interiore in un panorama visibile a tutti, anche ad occhi meno esperti di anatomia patologica. L'ANDOS quindi accende i riflettori sul lavoro "invisibile" ma vitale per la diagnosi e la cura svolto dai laboratori e continua a portare l'arte nei luoghi di cura per trasformare l'ospedale in uno spazio di accoglienza e riflessione, offrendo un messaggio di vicinanza e speranza ai pazienti e alle loro famiglie.
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