Dopo l’esplosione finti ispettori del gas
Attenzione a chi suona alla porta spacciandosi per tecnico del gas. A pochi giorni dall’esplosione di via Longo a Bergamo, arrivano le prime segnalazioni di persone che, sfruttando la preoccupazione dei residenti, tentano di entrare nelle abitazioni con la scusa di dover effettuare controlli urgenti agli impianti. Nelle ultime 24 ore sono state ben due le segnalazioni raccolte. La prima riguarda alcuni amici residenti in via Broseta. «Si sono presentati al citofono dicendo di essere tecnici del gas e di dover fare controlli urgenti proprio a seguito di quanto successo in via Longo. Fortunatamente nessuno ha dato loro accesso al condominio». Ancora più preoccupante l’episodio segnalato in via Nullo alta, dove a essere avvicinati sono stati i genitori ultranovantenni di un’amica. Al rientro a casa, i due anziani si sono trovati alle spalle un uomo con un giubbotto catarifrangente che si è introdotto nel cancello sostenendo di dover raggiungere il terzo piano per controllare le caldaie. Alla richiesta di spiegazioni sull’assenza di avvisi, l’uomo avrebbe risposto che, dopo l’esplosione di via Longo, le richieste di intervento erano aumentate e non c’era stato il tempo di informare tutti i condomini. La scusa si è rivelata convincente al punto che l’uomo è riuscito a farsi aprire la porta dell’appartamento. «Si è offerto di fare un controllo di cortesia – racconta il residente – e ha iniziato a ispezionare la caldaia, i tubi dell’acqua, ma anche le finestre e gli accessi alla casa». I sospetti sono scattati quando, una volta uscito, è stato visto dal terrazzo salire su un’auto privata, anziché su un mezzo di servizio. A quel punto sono stati allertati i carabinieri. Non è possibile stabilire quale fosse l’effettivo intento dell’uomo, ma la modalità dell’intervento ha fatto temere che potesse trattarsi di un sopralluogo finalizzato a verificare l’abitazione e la presenza di eventuali oggetti di valore, anche in vista di un possibile furto.
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