Duro colpo allo spaccio camuno

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Si è concluso con un pesante bilancio giudiziario il processo con rito abbreviato a seguito della complessa attività investigativa denominata «Operazione Hotel Terme», condotta dai Carabinieri della Compagnia di Breno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia e dalla Dioreione Distrettuale Anatimafia. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia ha condananto 14 soggetti, tutti di nazionalità tunisina, a pene complessive per 61 anni e 10 mesi di carcere, con misure individuali comprese tra i 2 e gli 11 anni di reclusione. Per altri 2 imputati è stato invece disposto il rinvio a giudizio e andranno a dibattimento. L'indagine è iniziata in seguito a molteplici episodi di violenza avvenuti a Darfo Boario Terme, che avevano creato un crescente allarme tra i cittadini. Tra gli episodi anche due tentati omicidi, accoltellamenti e rapine a mano armata. I Carabinieri di Breno erano risuciti a ricostruire la sequela degli eventi, avvenuti tra il dicembre 2022 ed il gennaio 2024, causati da due gruppi criminali di cittadini nordafricani ben organizzatim che collaboravano per l'approvvigionamento della droga, ma si scontravano violentemente per assicurarsi l'egemonia sulla piazza di spaccio locale, con il fulcro logistico nel dismesso "Hotel Terme” di Boario Terme. La struttura era stata trasformata in una vera e propria base operativa e strategica adibita allo stoccaggio, al confezionamento e alla vendita delle sostanze stupefacenti, principalmente hascisch e cocaina di ingenti quantità, con migliaia di clienti e assuntori "fidelizzati". Il 2 giugno 2025 i carabinieri avevano effettiuato un blitz alle prime luci dell'alba, con 10 persone portate in carcere a Brescia; a luglio 2025 c'erano stati ulteriori provvedimenti per altri 4 indagati. Questo mercoledì il GIP ha chiuso un capitolo fondamentale dell'operazione, restituendo sicurezza al territorio camuno dopo lo smantellamento di una delle reti di spaccio più radicate della zona. E i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gardone Val Trompia hanno arrestato un 43 enne italiano, pregiudicato, per le ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata dall’uso di armi. Mercoledì sera a Giussago, all'ìintertno di una corte dove abitava, l'uomo , in stato di alterazione e dopo aver brandito un coltello, aveva minacciato di morte i vicini costringendoli a chiudersi in casa. All’arrivo delle Forze dell'Ordine il 43ednne ha tentato di aggredire anche i militari, che mloo hanno immobilizzato, mentre continuava a minacciare di morte gli operatori ed i vicini di casa. Il coltello, della lunghezza di 30cm, è stato sottoposto a sequestro. L'uomo è stato arrestato.

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