Val Trompia, dieci indagati e due ai domiciliari per l'inchiesta della Guardia di finanza
Dieci persone indagate a vario titolo per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, turbata libertà degli incanti, falso, autoriciclaggio e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Questo il punto in merito all’inchiesta della Guardia di finanza sulle cittadinanze italiane irregolari rilasciate a cittadini brasiliani in Val Trompia. Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione alle misure degli arresti domiciliari per un imprenditore e di sospensione dall’esercizio di un Pubblico Ufficio nei confronti di due funzionari pubblici. A settembre, nell’ambito della stessa inchiesta, era finito ai domiciliari un cittadino brasiliano. Le indagini hanno portato allo sviluppo di tre diversi filoni. Il primo avrebbe messo in luce l’esistenza di un sistema rodato per dare la cittadinanza italiana jure sanguinis a persone prive dei requisiti di legge. Il sistema sarebbe stato gestito dall’intermediario brasiliano che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto contare anche sulla collaborazione di pubblici ufficiali, tra cui un sindaco e personale degli Uffici Anagrafe e Stato Civile. Il secondo filone ha riguardato un presunto sistema finalizzato a pilotare l'assegnazione di appalti pubblici in un comune. In uno dei casi entrati nell’indagine, si sarebbe registrata la presenza di accordi preventivi tra un funzionario pubblico e un imprenditore, con l'utilizzo di società che si sarebbero prestate a presentare offerte irricevibili. Il terzo filone investigativo ha portato ad approfondire con l’aiuto dei Carabinieri Forestali le attività dello stesso imprenditore bresciano. Sarebbero così emersi gravi illeciti ambientali come lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi contenenti amianto o metalli pesanti.
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