Poste Rovetta, in fila per controllare i conti
Clienti in fila per verificare conti, libretti e buoni dopo il licenziamento dell’ex direttrice dell’ufficio postale di Rovetta, una quarantenne di Fino del Monte. Due le denunce già presentate, ma altre potrebbero arrivare. La paura di aver perso i risparmi di una vita ha spinto decine di clienti a mettersi in coda, tutti con la stessa preoccupazione: controllare conti correnti, libretti e buoni postali per capire se il proprio denaro sia ancora al sicuro. Al centro della vicenda c’è un ammanco che, secondo le prime ricostruzioni, ammonterebbe a circa 500mila euro. Nel mirino degli accertamenti una decina di posizioni. La vicenda è emersa dopo il licenziamento, avvenuto a settembre, dell’ex direttrice, una quarantenne di Fino del Monte, in passato portalettere, ora indagata dalla Procura di Bergamo. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maria Esposito, è partita anche dalla relazione di due ispettrici di Poste Italiane. Tra le ipotesi di reato al vaglio figurano il peculato o l’appropriazione indebita e il falso. Secondo l’accusa, per effettuare i prelievi non autorizzati sarebbero state falsificate le firme dei titolari dei rapporti postali. Finora sono due le denunce formalizzate, presentate a giugno da una coppia di coniugi di 84 anni, pari a poco più di 200mila euro. Ma il numero delle persone coinvolte potrebbe crescere. Diversi clienti stanno raccogliendo documenti ed estratti conto per ricostruire eventuali movimenti sospetti e rivolgersi ai carabinieri della Compagnia di Clusone, che conducono le indagini. A lasciare increduli molti clienti è soprattutto la fiducia riposta nell’ex direttrice, descritta come una persona sempre cortese e sorridente. Tra le testimonianze più amare c’è quella di un cliente del paese, arrivato all’ufficio postale con un fascicolo di documenti. «Non c’è più niente», dice, raccontando di aver scoperto la scomparsa di circa 10mila euro. Per lui non si è trattato soltanto di una cifra sul conto, ma di denaro destinato alle necessità quotidiane. Poste Italiane ha assicurato il rimborso delle somme che risulteranno sottratte. Per i clienti, ora, la priorità è capire quanto denaro manchi davvero e se i propri risparmi siano stati coinvolti. Mentre gli accertamenti proseguono, cresce la preoccupazione della comunità che teme di aver perso, insieme al denaro, anche la fiducia nello sportello a cui si era affidata.
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