Sfruttamento del lavoro: sequestrato opificio

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Lavoravano senza contratto, dormivano in stanze adibite a camere da letto a ridosso della linea produttiva in precarie condizioni igienico e sanitarie, prendeva tra i 5 e i 7 euro all’ora in contanti, senza visite mediche del lavoro, senza formazione sulla sicurezza e dispositivi di protezione, senza il rispetto di orari, riposi e ferie previsti dalla normativa. Questo quanto sarebbe emerso dalle dichiarazioni fornite dai lavoratori scoperti dalla Guardia di Finanza di Rovato e dall’Ats a lavorare presso un opificio tessile di Travagliato che ora è stato sequestrato. Indagati il titolare della ditta tessile e il coniuge, amministratore di fatto, che dovranno rispondere di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori irregolari. L’indagine ha preso il via da un controllo del territorio da parte dei finanzieri della tenenza di Rovato che hanno notato un via vai di persone da un capannone e hanno approfondito i controlli della ditta che operava all’interno. Durante un’ispezione condotta con il personale dell’ATS di Brescia, sono stati trovati al lavoro 11 lavoratori privi di regolare contratto e uno privo anche di permesso di soggiorno. Sarebbero inoltre emerse gravi carenze igienico-sanitarie: all’interno dello stesso stabile, a ridosso della linea produttiva, sarebbero state ricavate abusivamente alcune stanze adibite a camere da letto, nelle quali i lavoratori sarebbero stati costretti ad alloggiare. Il G.I.P. del Tribunale di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo dell’intero opificio, di una quarantina di macchinari, di più di mille capi di abbigliamento destinati alla vendita e della documentazione contabile ed extracontabile, tra cui quaderni e fogli presenza. Per consentire la regolare prosecuzione dell’attività, è stato nominato un amministratore giudiziario.

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