Caro energia: bollette record per il terziario

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Oltre che per le utenze domestiche, il caro energia si sta traducendo in bollette sempre più salate anche per negozi, bar, ristoranti e alberghi. A settembre il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità ha registrato un incremento del 73,3% rispetto ai valori medi del 2025, con uno spread energetico che vede l’Italia pagare l'energia quasi 70 euro in più al megawattora rispetto a Germania, Spagna e Francia. Un gap che pesa doppiamente sul territorio bergamasco, dove il tessuto di piccole e medie imprese di commercio, turismo e ristorazione ha margini più stretti per assorbire i rincari, come riportato dai dati di Confcommercio Bergamo. A essere penalizzati sono in particolare i settori a maggiore intensità di consumo elettrico come pubblici esercizi, alberghi e attività commerciali, che nei mesi estivi hanno dovuto sostenere anche i maggiori costi relativi alla climatizzazione in un’estate tra le più torride di sempre. Per le imprese del terziario l’aggravio stimato sulle bollette elettriche nel secondo semestre 2026 supera il miliardo di euro a livello nazionale, con aumenti rispetto allo stesso periodo del 2025 del 26% per alberghi, bar e ristoranti e del 23% per i negozi e le grandi superfici. In questo scenario, Confcommercio Bergamo chiede un intervento emergenziale sugli oneri generali di sistema e il ripristino di aliquote più generose per l’Ecobonus destinato all’efficientamento energetico delle attività produttive e ha inoltre attivato una serie di strumenti concreti per alleggerire il peso del caro energia, come il servizio di analisi gratuita delle bollette con il supporto di un esperto dell’Area Sicurezza, Qualità e Ambiente, ma anche la stipula di accordi con partner energetici selezionati per offrire alle imprese associate l’accesso a contratti di fornitura collettiva a prezzi più vantaggiosi grazie alla contrattazione su larga scala.

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