Bracconaggio: due arresti ad Artogne e Nave

Nei giorni scorsi, nell’ambito dell’Operazione Pettirosso 2026 per il contrasto agli illeciti legati all’avifauna migratoria, i Carabinieri del Reparto Operativo S.O.A.R.D.A. (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati a Danno degli Animali), coadiuvati dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia, hanno arrestato in flagranza di reato due soggetti rispettivamente nei comuni di Artogne e Nave per detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni e bracconaggio di specie protette. In particolare, ad Artogne gli appostamenti nei pressi di un fabbricato rurale hanno permesso ai militari di sorprendere un 51enne del posto, con altri precedenti a carico e privo di licenza di caccia e porto d'armi, che nascondeva nel sottotetto di un rudere adiacente un fucile monocanna a canna liscia calibro 8 con 22 cartucce. Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati due pettirossi e uno scricciolo, specie particolarmente protette, rinvenuti morti presso l'abitazione dell’uomo, oltre a due trappole a scatto di tipo “SEP” e una rete per la cattura di volatili. Nel comune di Nave, invece, nel corso di un controllo per presunte attività di bracconaggio, le pattuglie hanno effettuato delle verifiche nell'abitazione di un 59enne del posto, accertando che l'uomo, sprovvisto di licenza di caccia e già gravato dal 2007 da un divieto di detenzione armi, si trovava in possesso di armi da fuoco non denunciate. L'operazione ha portato al sequestro di due doppiette da caccia e 246 cartucce, oltre a tre pettirossi e un fringuello morti rinvenuti nel congelatore. Per entrambi gli indagati sono ora in corso i rispettivi procedimenti giudiziari.

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