L’agricoltura che guarda al futuro

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La robotica, i droni, la biotecnologia. Se possono entrare nei campi a supporto dell’agricoltura tradizionale è grazie alle istituzioni che finanziano la ricerca, agli enti che fanno ricerca e ad associazioni come la Coldiretti che, partendo dalle esigenze degli agricoltori, del mercato e dell’ambiente, guidano la ricerca. Della via da tracciare per guidare l’innovazione, si è parlato questo venerdì 16 gennaio a Lonato nel convegno organizzato da Coldiretti Brescia, che si è aperto con i saluti dell’amministrazione comunale e che è stato introdotto dalla Presidente Laura Facchetti che ha ricordato quanto l’innovazione sia necessaria per migliorare la qualità dei prodotti, l’efficienze delle aziende, per abbracciare il cambiamento climatico. Coldiretti ha sostenuto per prima la diffusione delle Tea, con l'accordo sottoscritto nel 2020 con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) e ha lavorato per abbattere i pregiudizi sulle Tecniche di Evoluzione Assistita che permettono agli agricoltori di produrre di più, di utilizzare meno agrofarmici, mantenendo la biodiversità e l’unicità del prodotto agroalimenteare italiano e che oggi vengono sperimentate nei campi. La principale associazione degli imprenditori agricoli a livello europeo, ha unito allo stesso tavolo il Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambiente, dei Trasporti e della Sanità, per introdurre l’utilizzo dei droni in agricoltura per ridurre l’uso degli agrofarmici, velocizzare e rendere meno faticoso e laborioso il lavoro nei campi. Innovazione significa anche maggiore sicurezza sul lavoro e maggiore efficienza e qualità del prodotto. Oggi si parla di innovazione genetica delle piante, per costruire protitpi vegetali resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie. In Valpollicella l’università di Verona da più di una anno sta sperimentando le Tecniche di Evolzione Assistita per ridurre l’uso dei fitofarmaci sulla vite. E’ proprio nel campo della genetica agraria che il Crea, overro il principale ente pubblico nazionale per la ricerca scientifica in ambito agricolo e agroalimentare, sta portando avanti le sperimentazioni in Italia all’interno del quadro europeo. Come spiegato da Alessandro Apolito, a capo del servizio tecnico e dell’area che si occupa di innovazione e digitalizzazione dell’associazione, la Coldiretti ha costitutio un Polo Digitale per accelerlare la trasformazione digitale delle imprese agricole, mentre l’osservatorio smart agrifood Politecnico di Milano, come spiegato dalla direttrice Chiara Corbo, analizza le innovazioni digitali nella filiera e Cobo sviluppa macchinari innovativi per rispondere alle esigenze degli agricoltori. E’ il dialogo tra imprese, università, associazioni di categoria e istituzioni, la leva per la transizione ecologica e digitale. Enti di ricerca, università, imprese e istituzioni insieme, per ribadire l’importanza di continuare ad investire nella ricerca. Come ribadito dal presidente della 9ª Commissione Agricoltura del Senato Luca de Carlo, il Governo, in risposta alle proteste di Coldiretti, ha assicurato 10 miliardi di euro in più per gli agricoltori italiani nell'ambito della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2028-2034, invertendo i tagli proposti dalla Commissione Europea. Tra le altre sfide, arrivare ad ottenere il principio di reciprocità nell'accordo di libero scambio Mercosur, esigendo che i prodotti importati rispettino le stesse norme sanitarie e ambientali degli agricoltori europei. 

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