Agricoltori bresciani a Strasburgo con la Coldiretti

Un’altra giornata di lotta a Strasburgo per la Coldiretti scesa in piazza per denunciare la necessità di inserire negli accordi bilaterali come il Mercosur, il principio di reciprocità che impone ai prodotti importati in Eu, gli stessi standard di qualità e sicurezza, imposti ai produttori europei. Coldiretti ha già mostrato al mondo, attraverso mobilitazioni alle frontiere in collaborazione con le forze dell’ordine, la quantità dei prodotti importati in Europa e in Italia che vengono spacciati come europei o made in Italy soltanto perché l’ultimo processo della trasformazione viene strategicamente fatto nel Paese di destinazione della merce. In corteo fino al Parlamento Europeo, oltre mille agricoltori italiani guidati da Ettore Prandini, presidente della più grande associazione agricola d’Europa, e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo. Con loro anche gli agricoltori francesi della Federazione Nazionale dei Sindacati degli Agricoltori, la principale organizzazione agricola francese. In piazza, guidata dal vicepresidente di Coldiretti Brescia Giovanni Martinelli e dal Direttore Andrea Repossini, anche una giovane delegazione di agricoltori bresciani. Coldiretti chiede più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere e i Paesi dai quali l’Europa importa prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni. Cartelli contro le politiche di Ursula Von del Leyen alla mano, gli agricoltori hanno manifestato la loro preoccupazione davanti ad una Commissione Europea che non difende le produzioni europee, predicando ideologia e imponendo burocrazia e spalancando così i mercati, attraverso accordi come il Mercosur, ad una concorrenza che, senza reciprocità, senza controlli sanitari e ambientali e senza e trasparenza, è sleale. Il Mercosur così come è oggi, rischia di aprire la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo. Per queste ragioni la mobilitazione popolare di Coldiretti proseguirà finché la Commissione non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea.

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