Concessioni idroelettriche, una partita aperta
La gestione degli impianti idroelettrici – che sfruttano l'acqua, bene demaniale, per produrre energia – è sottoposta a concessioni. Sono nate con un regio decreto nel 1933. Fino al 1999 a rilasciare le concessioni idroelettriche era il ministero dei lavori pubblici. Il decreto Bersani del 1999 ne introduce la regionalizzazione. Nel frattempo molte concessioni sono scadute, altre sono in scadenza. E' una partita importante per i territori di montagna ed anche per la Valle Camonica che, grazie ai sovraccanoni, una sorta di risarcimento ai territori per lo sfruttamento dell'acqua tramite i BIM (nati proprio per questo motivo) può reperire fondi importanti. Stiamo parlando di decine di milioni di euro. Ecco questo sabato Forza Italia ha organizzato a Breno un convegno dedicato al tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche legato allo sviluppo dei territorio montani. Molti gli amministratori presenti per ascoltare i contributi dei presidenti di Enel ed Edison i maggiori concessionari camuni con 86,5 e 68,5 MW di potenza e tre impianti ciascuno. Le concessioni di Edison sono scadute ed ora in esecuzione provvisoria, quelle di Enel sono in scadenza nel 2029. Presenti i responsabili dei dipartimenti economia ed energia di Forza Italia, in sala anche il ministro della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Frattin che ha ribadito l'importanza degli impianti idroelettrici e delle dighe per più ragioni, ne ha caldeggiato l'implementazione e sottolineato che la cosiddetta quarta opzione – cioè la riassegnazione agli attuali concessionari, sarebbe praticabile. Ad aprire i lavori il presidente della Comunità Montana di Valle Camonica che ancora una volta chiede che ci sia all'interno delle gare una ricaduta maggiore sui nostri territori.
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