Il tesoro delle mafie in Lombardia
Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata elaborati da Libera al 23 febbraio, in Lombardia sono 1.995 i beni immobili (particelle catastali) confiscati e destinati mentre 1.309 quelli ancora in gestione e in attesa di essere destinati, mentre per quanto riguarda le aziende sono 124 quelle confiscate e destinate mentre 240 sono quelle ancora in gestione. Tra le province, il totale tra sequestri e confische vede al primo posto Milano con 1.561 beni immobili, seguita da Monza con 389, Brescia con 288, Varese con 240, Bergamo con 172 e Como con 169. Per quanto riguarda le aziende, a Milano ce ne sono 146 in amministrazione (quindi da destinare), 23 a Brescia, 10 a Bergamo, 5 a Como, 2 a Lecco e Sondrio. I numeri risultano più elevati tra le regioni del Nord, segno dell’ampio lavoro di forze dell’ordine e autorità giudiziarie, ma anche emblema della penetrazione della criminalità organizzata, soprattutto della ‘ndrangheta, anche in Lombardia. Un enorme lavoro corale che, dopo 30 anni, chiede però uno scatto ulteriore, come sottolineato da Libera che sta portando avanti la campagna “Diamo linfa al bene“, per chiedere di difendere la legge 109/1996, destinando il 2% del Fondo Unico Giustizia al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Un gesto concreto per fare uno scatto in più per diventare tempestivi ed efficaci nel prendersi in carico quei beni e renderli subito operativi.
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