29 morti da inizio anno in Lombardia

Ventinove morti sulla strada dove stavano camminando o pedalando in poco più di tre mesi. Un bilancio che vede la Lombardia al primo posto in Italia, in questo inizio di 2026, per incidenti mortali che hanno coinvolto gli utenti più vulnerabili, pedoni e ciclisti. A fare il punto, è l’osservatorio Asaps-Sapidata, che periodicamente pubblica i dati georeferenziati dei mortali avvenuti lungo le strade italiane. In Lombardia, sono stati 13 i ciclisti morti da gennaio al 13 aprile (48 in Italia), di cui 4 nella Bergamasca, 2 a Brescia, Mantova e Milano, 1 a Como, Lecco e Monza. A provocare l’incidente, nella maggior parte dei casi è stata un’auto, un autocarro o un motociclo; in almeno un mortale, chi guidava l’auto era ubriaco. Tra i pedoni, sono 16 i decessi nei primi cento giorni dell’anno 6 tra Milano e provincia, 3 nel Bresciano, 1 nelle province di Bergamo, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Sondrio e Varese. La riforma del Codice della strada non è andata nella direzione giusta, perché, come già evidenziato in fase di approvazione, si è rifiutata di intervenire sulla prima causa degli incidenti mortali, che è la velocità, seguita da distrazione legata all’uso del telefonino e le mancate precedenze, come ricordato da Marco Zani, presidente Fiab – Amici della bici sezione di Brescia. “La velocità resta il nodo principale – sottolinea Zani –. Se è vero che due terzi degli incidenti che coinvolgono ciclisti avviene nei centri urbani, è altrettanto vero che la mortalità sale quando ci si sposta su strade dove la velocità è maggiore”. 

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