La chiesa che sta cedendo
Crepe sempre più evidenti, movimenti che accelerano. La chiesa parrocchiale di Gorno, chiusa da oltre due anni, è a rischio crollo: il terreno su cui sorge è instabile, e la situazione continua a peggiorare. Nelle ultime settimane l’area attorno è stata delimitata per ragioni di sicurezza. “I sensori che sono posti ormai lì da diversi anni - spiega il parroco padre Angelo Epis - hanno mostrato negli ultimi mesi un'accelerazione abbastanza consistente nei movimenti, soprattutto nella parte sinistra. Gli spostamenti non sono più di qualche millesimo di millimetro, ma diversi millimetri”. Non è la prima volta che succede. Le due parrocchiali precedenti, costruite sullo stesso terreno, furono demolite proprio per problemi di instabilità. Anche per la chiesa attuale, consacrata nel 1932 dal vescovo di Bergamo, il destino sembra segnato. “L'accelerazione - prosegue padre Angelo Epis - fa pensare che in un arco di tempo compreso tra gli otto mesi e i due anni, se succedono eventi straordinari come temporali forti o nevicate abbondanti, possono esserci dei problemi e quindi anche il crollo”. Verrà invece demolita la vecchia canonica che presenta problemi simili. La Soprintendenza ha dato il via libera. Sarà così messo in sicurezza anche l’accesso al cimitero. Intanto, la comunità cerca di affrontare la situazione. “La gente ha risposto con grande maturità, anzitutto entrando nella logica di una realtà che ormai è difficile che venga fermata con interventi strutturali. Ha più bisogno di essere accompagnata”, aggiunge il parroco. Per le messe la comunità può contare su altre otto chiese, seppur piccole, a partire dalla Madonna delle Grazie, vicino all’oratorio. Per le celebrazioni più partecipate, il Comune mette a disposizione la sua struttura polivalente.
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