Valutazione ambientale sulla miniera di Novazza
Negli ultimi anni il piazzale davanti all’accesso della miniera di uranio a Novazza, sottoposto a sequestro dai carabinieri forestali nel febbraio 2025, era diventato un illegale magazzino a cielo aperto, con rifiuti anche inquinanti a pochi passi dal Parco delle Orobie. Ora la società energetica Zenith Energy, con sede in Canada, ha presentato al Ministero dell’Ambiente una valutazione di impatto ambientale per operazioni sul giacimento: l’obiettivo è arrivare al rilascio di una licenza entro sei mesi. Per l’azienda la presenza di “Gallerie e infrastrutture già esistenti, è un vantaggio da sfruttare”. Manca solo la conferma nero su bianco. Si tratta di uno studio obbligatorio per valutare gli effetti sull’ambiente di un’eventuale fase di esplorazione della miniera, che secondo le stime storiche dell’Agip nasconde circa mille tonnellate di uranio metallico. Quotata sul mercato principale della Borsa di Londra, la società lo scorso novembre ha avviato l’iter per ottenere i permessi di esplorazione sui due maggiori giacimenti di uranio in Italia. La Via per Novazza è stata depositata dalla società italiana del gruppo, Futuro Energetico Italiano Srl (Fei), costituita ad hoc per sviluppare i progetti nel Paese. Ora verrà istituita una commissione tecnica incaricata di valutare il rispetto delle normative ambientali nazionali ed europee. Un passaggio che, se superato, potrebbe portare al rilascio della licenza di esplorazione.
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