La Coldiretti torna al Brennero
Lunedì 27 aprile numerosi agricoltori bresciani torneranno al Brennero richiamati dalla Coldiretti per mostrare, in collaborazione con le forze dell’ordine, il falso made in Italy che ogni giorno, attraverso centinaia di camion carichi di prodotti, entra in Italia. Si tratta di cibo prodotto all’estero ma la cui ultima trasformazione spesso avviene in Italia, espediende che consente di essere etichettato come made in Italy. Ed è proprio questo meccanismo, ovvero il codice doganale, che la Coldiretti chiede che venga cancellato, per garantire ai consumatori italiani più trasparenza e per difendere l’agricoltura italiana dalla concorrenza sleale. Una richiesta, insieme all’obbligo dell’origine geografica in etichetta a livello europeo su tutti i cibi, che verrà rilanciata a gran voce lunedì al Brennero, luogo luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere nel nostro Paese dove l’associazione degli imprenditori agricoli ha scritto importanti pagine di storia dell’agricoltura italiana. La manifestaizone di lunedì non potrà non toccare temi d’attualità legati allo scenario geopolitico mondiale. Il settore agricolo, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, sta affrontando una nuova impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti. Una situazione che, unita all’ingresso di prodotti dall’estero presentati come italiani senza esserlo, rischia di mettere in crisi la produzione nazionale di cibo sano e di qualità, favorendo al contempo la diffusione di alimenti ultra-formulati. “Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori” – affermano la presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti e il direttore Andrea Repossini. La mobilitazione sarà anche l’occasione per rilanciare un risultato storico: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, ottenuta dopo oltre dieci anni di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie.
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