Dubbi sulla data della profanazione
E’ Imperturbabile Francesco Dolci ex di Pamela Genini, anche se si addensano ombre e sospetti sulla sua figura. I dubbi degli investigatori vertano soprattutto su di lui, anche se formalmente non indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini, 29 anni, uccisa dall’ex compagno violento Gianluca Soncin. Secondo i primi accertamenti medico-legali, chi ha commesso lo scempio avrebbe agito tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, subito dopo i funerali della giovane. Un’ipotesi che non convince del tutto Dolci, che tende a collocare i fatti almeno due mesi più avanti, “tra gennaio e febbraio”. Ad indicarlo sarebbe la posizione delle viti del loculo, fotografate da Dolci. Ricorda giorni e date con estrema lucidià:“La prima foto utile è del 7 novembre e fino al 13 gennaio la posizione delle viti resta invariata”. Passa un mese: il 14 febbraio racconta di avere scattato un’altra foto e di avere notato il cambiamento, aggiungendo di essersene accorto tra il Sabato Santo e la domenica di Pasqua. In totale, Dolci avrebbe scattate otto foto. “Avevo capito l’importanza di questa cosa sin dal primo giorno, sottolinea. Mi sono messo immediatamente al servizio della legge e della giustizia, quella che ho sempre promesso a Pamela”. Ha creare qualche dubbi, il fatto che l’ex manifesti un vuoto di memoria, che chiaramente può benissimo accadere, episodio che si riferisce a metà di marzo, tra lunedì 16 e mercoledì 18, quando il cimitero di Strozza è interdetto al pubblico per lavori di esumazione ed estumulazione. Agli investigatori risulterebbe che nella notte del 18, un uomo sarebbe stato ripreso all’esterno del camposanto. Chi indaga non può escludere che sia collegato alla profanazione. Resta da capire chi era quella persona e cosa ci facesse li alle 2 di notte
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