Morto nel fiume: un nuovo arresto

Un altro arresto per la morte di Abdelilah Soiyt, il marocchino 32enne annegato nell'Oglio a Pontoglio il 12 aprile 2025 per sfuggire ad un gruppo di connazionali che, dopo averlo minacciato, si era appostato sulle sponde del fiume per convincerlo ad abbandonare la piazza di spaccio occupata da loro e sulla quale pare avesse sconfinato. In questi giorni i carabinieri della compagnia di Treviglio hanno arrestato e portato in carcere – dando esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Brescia – un uomo indiziato di concorso in omicidio. Per l'omicidio del 32enne è già stato condannato a metà giugno a 16 anni di carcere, Oussama El Messky, il 24enne anche lui di origini marocchine, ritenuto il mandate della spedizione punitiva nei confronti del connazionale reo, come detto, di aver sconfintato nella piazza di spaccio gestita dal suo "clan". Spedizione punitiva finita in tragedia poiché la vittima, fu costretta, per sfuggire ai proiettili e alla caccia all'uomo, a gettarsi nel fiume dove annegò. Al nuovo arresto si è arrivati dopo complesse ed articolate indagini coordinate dalla procura delle Repubblica di Brescia e condotte dai carabinieri di Chiari. Indagini che hanno permesso di ricostuire con chiarezza le dinamiche dell'agguato. Secondo i carabinieri erano in sette quella sera in riva al fiume tra Pontoglio e Urago d'Oglio, in una zona di cascinali abbandonati e campi. Quattro erano stati identificati, tre avevano fatto perdere le proprie tracce. Al momento dell'agguato la vittima si trovava con un cugino che era riuscito a mettersi in salvo mentre il corpo del 32enne scompariva nelle acque dell'Oglio dove i vigili del fuoco lo hanno cercato per un giorno intero prima di riportarlo a riva.

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