Crisi Bresciangrana, Coldiretti al lavoro

Bresciangrana Società Agricola S.p.A. Società Benefit, azienda casearia con sede a Cignano di Offlaga in provincia di Brescia, che raccoglie il latte da una cinquantina di aziende zootecniche delle province di Brescia, Bergamo e Cremona, ha fermato la produzione e sospeso il ritiro del latte. Con una lettera inviata ai conferenti, la società agricola spiega che la situazione di crisi - dovuta a fattori esterni e interni - l’ha costretta a intraprendere il percorso di risanamento nel contesto dell'articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e quindi sospende tutte le attività produttive in quanto temporaneamente impossibilitata a mantenere la gestione operativa in equilibrio. Di conseguenza, non sarà più in grado di acquistare e ritirare il latte conferito dalle aziende agricole, a partire dal 3 agosto. Immediata la reazione di Coldiretti Brescia che in un comunicato stampa ha espresso forte preoccupazione per le aziende agricole su cui questa decisione ricade, aziende che attendono da mesi il pagamento di somme già maturate: ora oltre ai crediti ancora insoluti, gli allevatori si trovano improvvisamente costretti a reperire nuovi sbocchi commerciali per un prodotto altamente deperibile, con pesanti conseguenze economiche e organizzative. Particolarmente grave inoltre, secondo Coldiretti, il fatto che la comunicazione sia stata inviata ai conferenti senza un adeguato preavviso. Inoltre, fa sapere l'organizzazione, solo pochi giorni fa una delegazione di Coldiretti aveva incontrato i vertici aziendali per affrontare proprio il tema dei ritardi nei pagamenti e durante l'incontro non era stata rappresentata la reale gravità della situazione. Nella lettera, Bresciangrana, realtà nata nel dall'unione del Consorzio Interaziendale Produttori Agricoli Bresciani e del Caseificio Rossini con l'obiettivo di produrre un elemento cardine della tradizione italiana quale è il Grana Padano, motiva la sospensione dell’attività con una serie di criticità, tra cui il calo delle vendite, l’esaurimento degli spazi di magazzino, guasti agli impianti, il blocco del principale conto corrente aziendale e ulteriori problemi produttivi che renderebbero necessario il fermo degli impianti, ma – scrive la Coldiretti - “una crisi aziendale, per quanto grave, non può essere scaricata interamente sugli allevatori, che rappresentano l’anello più debole della filiera e che hanno continuato a conferire il latte confidando nel rispetto degli impegni contrattuali. “ In queste ore siamo al lavoro” - dichiara il presidente Ettore Prandini - per individuare soluzioni che consentano di ricollocare il latte e tutelare la continuità produttiva delle imprese.” Parallelamente, gli uffici legali dell'organizzazione, sia territoriali che nazionali, stanno valutando tutte le azioni necessarie a tutela degli interessi degli allevatori.

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