Bresciangrana torna a ritirare il latte, ma la crisi continua
Bresciangrana annuncia la ripresa del ritiro del latte a partire dal 10 agosto. Una notizia positiva per circa 40 aziende e 50 allevamenti delle province di Brescia, Bergamo e Cremona che conferiscono il latte al caseificio di Cignano di Offlaga e che nei giorni scorsi si erano visti recapitare una lettera in cui l'azienda annunciava la sospensione dell'attività e lo stop al ritiro del latte per la produzione del Grana Padano, ma la situazione sarebbe tutt'altro che rosea dal momento che il latte verrebbe pagato da lunedì 36 centesimi al litro anziché i 46/48 centesimi al litro di luglio. “Saranno naturalmente i singoli conferenti a valutare, in piena autonomia, le decisioni che riterranno più opportune per il futuro delle proprie aziende” - commenta la Coldiretti che si è attivata fin da subito attraverso un'intensa attività sindacale e l'intervento del presidente nazionale Ettore Prandini, per garantire una collocazione al latte delle aziende coinvolte – si parla di circa 123 tonnellate di latte al giorno - evitando che i produttori rimanessero senza sbocchi e senza prospettive. La Coldiretti – fa sapere la presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti – sta valutando anche la possibilità di chiedere direttamente i danni arrecati alle stesse imprese e continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda.Tra i motivi della crisi che hanno spinto il caseificio a richiedere l'accesso alla composizione negoziata presso il Tribunale di Brescia e quindi a presentare un piano di ristrutturazione del debito o un concordato preventivo, ci sarebbero una crescita troppo rapida e non strutturata, una contrazione del mercato del Grana, una sovrapproduzione che ha causato, davanti al calo delle vendite, l'esaurimento degli spazi nei magazzini, l'esplosione dei costi e debiti bancari e guasti tecnici agli impianti. Per far fronte alla situazione, in campo è scesa anche la Regione. L'assessore regionale all'agricoltura Alessandro Beduschi ha annunciato “la convocazione di un Tavolo Latte ai primi di settembre, alla riapertura del Tribunale di Brescia e al termine della sospensione feriale dei termini processuali, quando le vicende amministrative e giudiziarie saranno più chiare”. “Siamo di fronte – afferma Beduschi - a un quadro complesso, in particolare per i produttori di latte conferenti, che devono poter contare su un futuro certo e su remunerazioni allineate all’attuale situazione di mercato”. “Brescia” - conclude l’assessore - è "la prima provincia italiana per volumi di latte prodotti, con consegne che fra gennaio e maggio di quest’anno hanno raggiunto le 787.547 tonnellate, con un incremento tendenziale del 2,7 per cento".
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