Fortunato racconta don Mazzi
Davanti alla Basilica di Sant'Ambrogio, nel cuore di Milano, le persone iniziano ad arrivare molto prima dell'orario previsto per la cerimonia funebre. Sono in molti a voler rivolgere l'ultimo saluto a don Antonio Mazzi, sacerdote, instancabile comunicatore e fondatore di Exodus, la comunità dedicata al recupero delle persone con dipendenze. A portare la sua bara anche Fortunato Pogna, responsabile della comunità di Sonico, aperta nel 1994. Qui don Antonio era di casa, per Fortunato (Nato per gli amici) è stato un secondo padre. Non sarà facile senza di lui, ma lui è qui – dice Nato – non credo proprio che ci lascerà soli e se ne laverà le mani. Sono tanti i ricordi legati al suo rapporto con don Antonio, Nato ce ne racconta alcuni: da quando lo ha accolto dopo l'esame di terza media da adulto o quando gli ha regalato il rosario di sua mamma durante un periodo difficile. Fortunato, ma come tante atre persone che hanno conosciuto don Antonio e ne hanno condiviso gli ideali e la strada hanno imparato tanto da lui, soprattutto hanno imparato a guardare le persone, a non guardare solo ai loro errori e credere in loro e a credere in Dio come dice la canzone che lui amava tanto cantata quando il feretro è uscito dalla basilica. Il suo corpo non c'è più, ma la sua anima è qui. Ha detto Fortunato.
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