In aumento i processi per litigi

Negli ultimi dieci anni i tribunali lombardi hanno compiuto un deciso passo avanti nella riduzione dell'arretrato civile, ma mostrano crescenti difficoltà nella gestione dei nuovi procedimenti. È quanto emerge dai dati del Ministero della Giustizia, rielaborati dall'Associazione Italiana Avvocati d'Impresa, che fotografano un sistema capace di svuotare i magazzini delle cause pendenti, ma meno efficace nel mantenere il passo con le nuove iscrizioni. A confermarlo è il clearance rate, l'indicatore europeo che misura il rapporto tra procedimenti definiti e nuove cause. Un valore superiore a 1 indica che vengono chiusi più fascicoli di quanti ne arrivino; sotto questa soglia, invece, il rischio è quello di ricreare nuovo arretrato. La Corte d'Appello di Milano ha ridotto del 70% le pendenze, passate da 15.579 a 4.668 fascicoli, ma il clearance rate è sceso da 1,29 a 1,07. Analogo il quadro per Brescia, dove i procedimenti pendenti sono diminuiti di oltre il 40% (da 4.979 a 2.977), mentre l'indice di efficienza è passato da 1,26 a 1,06. Il calo delle pendenze riguarda tutti i tribunali lombardi. A Bergamo i fascicoli sono scesi da quasi 30 mila a poco più di 17 mila (-42%), mentre riduzioni significative si registrano anche a Pavia (-34,6%), Lodi (-36,1%), Lecco (-31,2%) e Cremona (-28,9%). Più preoccupante il dato sull'efficienza: in otto tribunali su tredici il clearance rate è peggiorato o è rimasto invariato rispetto al 2014. In sette sedi giudiziarie il rapporto tra procedimenti definiti e nuove iscrizioni è ormai inferiore a uno o appena sopra la soglia di equilibrio. Tra queste figurano anche Bergamo, Cremona, Lodi, Monza, Sondrio e Varese, segnale di un sistema che, pur avendo ridotto gli arretrati, rischia di faticare a contenere i nuovi flussi di contenzioso.

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