Armi da guerra per la droga

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L’inchiesta dei carabinieri di Bergamo nata dalla sparatoria davanti alle piscine di Seriate: quattro marocchini arrestati Un vero arsenale, con cinque AK-47 e un fucile mitragliatore dotato di treppiede, è stato sequestrato dai carabinieri della Compagnia di Bergamo nell’ambito dell’indagine su una presunta banda dedita allo spaccio. Le armi, avvolte nel cellophane, erano nascoste nella vegetazione tra il Milanese e il Novarese e, secondo gli investigatori, sarebbero servite per difendere le piazze di spaccio dalla concorrenza. L’inchiesta è partita dalla sparatoria del 21 giugno davanti alle piscine Acquamore di Seriate, dove un giovane marocchino era stato bersagliato da una raffica di colpi, rimanendo illeso. A Vigevano sono stati successivamente fermati E.B., 29 anni, e A.Z., 27, accusati di tentato omicidio: il primo avrebbe ammesso di aver sparato per intimidire il rivale, mentre il secondo non ha risposto alle domande. In carcere sono finiti anche A.T., 24 anni, e A.M., 20, ritenuti incaricati di custodire le armi della banda. I due sarebbero stati ripresi mentre maneggiavano alcuni Kalashnikov. I loro fermi non sono stati convalidati per incompetenza territoriale, ma la custodia in carcere è stata confermata. Gli atti sono stati trasmessi alle Procure di Milano e Novara.

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