Lombardia, 101 morti sul lavoro in otto mesi
Sono 101 le persone morte in Lombardia tra gennaio e agosto 2026 sul lavoro o nel tragitto tra casa e luogo di attività, contro le 97 dello stesso periodo del 2025. Aumentano anche le denunce di infortunio, che superano quota 75.293, con una crescita del 6,6%, mentre le malattie professionali salgono dell’8,2%, raggiungendo 3.556 casi. Milano registra il maggior numero di vittime, 26, seguita da Brescia con 22, in aumento rispetto alle 18 dello scorso anno. Peggiorano anche i dati di Mantova, con dieci morti contro quattro nel 2025, e di Lodi, passata da una a cinque vittime. I settori più colpiti sono le costruzioni e i trasporti, con 11 decessi ciascuno. Dei 101 morti, 76 hanno perso la vita durante l’attività lavorativa e 25 in itinere, nel tragitto casa-lavoro. Preoccupa inoltre l’aumento delle vittime straniere e dei giovani tra i 25 e i 29 anni, passati da tre a dieci in un anno. Critica anche la situazione degli infortuni tra gli studenti: in Lombardia si stimano circa 12.600 denunce, pari a quasi un quarto del totale nazionale. Il segretario generale della Uil Lombardia, Antonio Albrizio, definisce il quadro «una vera e propria emergenza sociale ed economica» e chiede interventi più incisivi per garantire la sicurezza, sanzioni severe per le aziende inadempienti e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.
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