Morte di Hassan, scarcerato l’artigiano tunisino

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Sarebbe stata la caduta dal tetto sul quale stava lavorando la causa della morte di Hassan Matried, 43enne egiziano, il cui corpo è stato trovato, senza vita, a bordo strada in Val Taleggio. Le indagini svolte hanno permesso di accertare che il decesso è avvenuto a seguito della caduta mentre stava lavorando a Verdello a casa di Nouri Hedhili. Quest’ultimo, operaio edile, si trovava in carcere dal 6 gennaio con l’accusa di omicidio volontario. Lui stesso aveva trasportato il corpo dalla sua abitazione alla piazzola di sosta a Taleggio. Il gip, valutato il nuovo quadro indiziario, ha disposto la scarcerazione, ritenendo non sussistere la gravità del reato di omicidio volontario. Lesioni e fratture registrate sul corpo dell’egiziano sono risultate infatti compatibili con una caduta. Ad avvalorare la tesi i risultati degli accertamenti svolti nell’abitazione, che hanno confermato i lavori nel sottotetto, oltre a un pianerottolo rialzato in cemento con una balaustra con una piccola sporgenza. Compatibile con la tipologia dell’oggetto contundente che, secondo le risultanze del medico legale, impattava con violenza sul cranio della vittima. La ricostruzione farebbe in parte chiarezza riguardo alle diverse dichiarazioni dell’indagato che ripetutamente cercava di allontanare da sé qualsiasi responsabilità penale, per la morte del lavoratore in nero e sprovvisto dei necessari presidi di sicurezza. Cabia quindi l’imputazione da omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, con l’ipotesi di reato di omicidio volontario.

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