Ritirate 62 armi non idonee

62 armi, tra fucili, pistole a spade, sequestrate dalla questura che ha provveduto a ritirare nel corso di una serie di controlli mirati iniziati lo scorso mese di settembre a Bergamo e provincia. Si tratta di Fucili da caccia, doppiette, pistole di vario calibro, munizioni, ma anche spade di diverso genere. Va precisato che il decreto legislativo 104 del 2018 impone che chi detiene armi sia obbligato a presentare ogni cinque anni un certificato medico che attesti l’idoneità psicofisica. L’elevato numero di controlli svolti, ha portato alla diffida di 48 persone, invitate a produrre il certificato medico previsto dalla normativa risultato ormai scaduto da anni. Numerosi di loro hanno così proceduto alla cessione volontaria delle armi per la loro rottamazione. 62 sono complessivamente i pezzi destinati alla distruzione. Nei confronti di quattro persone è stato disposto il ritiro cautelare mentre altre due sono stati denunciate all’autorità giudiziaria per il reato di omessa custodia delle armi, non avendo indicato la loro ubicazione oppure avendole perse a seguito di un trasloco. Per analoghe violazioni, inadempienze nella custodia, abuso del titolo e sopravvenuta carenza dei requisiti soggettivi, già nel periodo compreso tra luglio e dicembre dello scorso anno erano stati adottati 27 provvedimenti di revoca e sette di sospensione della licenza di porto di fucile. 45 istanze di rilascio della licenza erano state rigettate nello stesso periodo per mancanza dei requisiti psico-fisici o per precedenti penali per i detentori. Nei prossimi mesi è prevista un’intensificazione dei controlli, il rispetto delle regole rappresenta una condizione imprescindibile per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza della collettività.

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