I vini bresciani battono i dazi

I complessi scenari internazionali hanno riflessi anche sul vino. Le esportazioni e le vendite sono influenzate dal contesto economico, ma anche dalla situazione geopolitica. Non solo i dazi statunitensi in questo momento stanno frenando il mercato, come spiega Marco Valori di Enostaff, realtà di Capriolo che che opera nel settore dei servizi per la viticoltura. «C'è un calo del consumo dovuto a delle congiunture sociopolitiche, come guerre o tensioni internazionali. Per alcuni mercati che vendono molto negli Stati Uniti, i dazi sono stati molto pesanti sulle vendite dell'annata». Diverso è il caso bresciano. Rapporti consolidati che vanno oltre il mercato statunitense consentono ad alcune denominazioni di reggere meglio l’impatto dei dazi, grazie a una presenza strutturata in altri Paesi. «La Doc Franciacorta vende moltissimo in Svizzera e in Giappone, collateralmente in Canada - prosegue Valori -. Non vendendo o vendendo poco negli Stati Uniti, non ha subito il discorso dei dazi sulle vendite. Altra zona bresciana che sta funzionando bene è il Lugana». In questo scenario, cambia anche l’equilibrio tra i principali Paesi produttori. Se alcune realtà italiane sembrano reggere l’urto dei dazi, diverso potrebbe essere il peso delle nuove tariffe su altri grandi protagonisti del vino europeo.

Commenti

Nessun commento è stato ancora pubblicato.
Condividi la tua opinione qui sotto!

Lascia un commento

* Tutti i campi contrassegnati sono obbligatori