19 morti sul lavoro in due mesi

Anche se gli incidenti mortali sono in calo. l’obiettivo zero è ancora lontano. Il 2026 si è aperto con 19 persone morte sul lavoro tra gennaio e febbraio; il resoconto dell’Inail ricorda che, nello stesso periodo del 2025, erano state 25 le morti bianche. Nonostante la riduzione, si tratta, comunque, di una persona morta sul lavoro ogni tre giorni da inizio anno. E’ Milano a riportare il dato peggiore, con 7 deceduti, seguono Brescia e Cremona con 3, Bergamo con 2 a seguire Mantova, Monza, Pavia e Varese. 6 decessi sono avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto tra casa e lavoro, con o senza mezzo di trasporto. La maggior parte (13) sono, invece, avvenuti sul posto di lavoro.Trasporto e magazzinaggio, attività manifatturiere, costruzioni, restano i settori in cui, con maggiore frequenza, si verificano gli infortuni con esito mortale. Guardando alla nazionalità delle vittime, la maggior parte sono italiani, per lo più maschi di età compresa tra tra i 45 e i 54 anni, la più rappresentata nel mondo del lavoro. Si registra, tuttavia, un deceduto anche sotto i 19 anni, 2 tra i 20 ed i 24 anni e 1 over 75. Aumentano invece le denunce d’infortunio. Nei primi due mesi del 2026 sono state 17.797 in Lombardia, oltre 660 in più del bimestre di inizio 2025, con valori assoluti più alti tra Milano, Brescia e Bergamo. Crescono le denunce di infortunio soprattutto tra lavoratori e lavoratrici di origine italiana ed extra-europea, mentre decrescono tra i comunitari. Più coinvolte le fasce di tra i 50 ed i 64 anni, ma, rispetto al 2025, aumentano soprattutto le denunce di persone da 30 a 40 anni.

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