Caccia all’assassino di Covo

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Continua la caccia all’autore materiale del duplice omicidio di Rajinder e Gurmit Singh, il connazionale delle due vittime, residente ad Antegnate, che risulta sparito nel nulla da venerdì scorso, dopo aver esploso 10, forse 12 colpi di pistola all’esterno del tempio Sikh di Covo. Pare ormai certo che all’origine della tragedia ci siano stati screzi nella gestione del Tempio. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro, per queste ragioni il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Fabio Magnolo, ha incaricato il dottor Matteo Ghigo quale consulente tecnico d’ufficio per i supporti informatici e i telefoni, a eseguire le “copie forensi” dei cellulari delle due vittime. Un’analisi dettagliata dei dispositivi smartphone in uso proprio per ricostruire i rapporti, evidentemente molto tesi, tra il gruppo di indiani che faceva riferimento all’ex presidente e quello legato all’assassino in fuga, tra cui i due amici e complici che già la sera dopo il delitto si erano presentati dai carabinieri con il loro avvocato, venendo indagati a piede libero per concorso in duplice omicidio volontario. Intanto nella mattinata odierna all’Istituto di medicina legale di Pavia si sono svolte le autopsie sui corpi dei due indiani uccisi: l’esame farà chiarezza su quanti degli spari esplosi dall’assassino abbiano raggiunto i due connazionali e quali di questi siano stati mortali. Nel frattempo il killer continua la sua latitanza. L’impressione, è che ci vorrà diverso tempo per rintracciare l’indiano, il cui gesto è riportato sulle principali testate giornalistiche indiane.

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