Caso Yara: il 5 ottobre l’udienza per chiedere nuovi esami
Potrebbe riservare sorprese il caso relativo alla tragica morte di Yara Gambirasio. Il genetista Marzio Capra contesta infatti l’origine del profilo genetico e segnala possibili tracce di liquido seminale su giubbotto e felpa. Il 5 ottobre l’udienza per chiedere nuovi esami sui reperti. Nuovi elementi vengono sollevati dunque dalla difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il genetista forense sostiene che il Dna denominato «Ignoto 1» non proverrebbe dalla traccia 31G20, individuata sugli indumenti intimi della tredicenne e successivamente attribuita a Bossetti. Si tratta di una contestazione della difesa che dovrà essere verificata attraverso ulteriori accertamenti. Un secondo elemento riguarda il giubbotto e la felpa indossati da Yara. Secondo l'analisi della difesa su fotografie ad alta definizione di cinque test effettuati all'epoca, emergerebbero risultati compatibili con la presenza di costituenti del liquido seminale umano. Le relazioni ufficiali avevano invece riportato esiti negativi. Capra parla di una positività debole e chiede di ripetere gli esami con tecnologie oggi più sensibili. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini intendono quindi ottenere nuovi accertamenti sui reperti e sui campioni biologici ancora disponibili. La richiesta sarà discussa il 5 ottobre al Tribunale di Bergamo, nell’ambito dell’incidente di esecuzione.
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