Il futuro dell'ex Selca
Se il 2026 può essere considerato l'anno zero per la bonifica dell'ex Selca, la storia di questa azienda è molto lunga, affonda le radici negli anni '90 e comincia a Pisogne nell' area ex Ols. Nacque per trattare residui industriali, legati al recupero di materiali provenienti dai forni delle acciaierie e dalla produzione di alluminio. Il trasferimento a Berzo Demo a fine anni '90. L'impianto trattava materiali derivanti dallo smantellamento delle celle elettrolitiche per la produzione dell'alluminio primario, oltre ad anodi di grafite e scorie di fusione. I guai cominciano nel 2004 con il sequestro dei rifiuti presenti nei piazzali i clienti italiani che scappano ed il ricorso a commesse dall'estero, soprattutto dall'Australia, nel 2010 la situazione precipita: le autorizzazioni non vengono rinnovate e sull'azienda mette le mani il gruppo Catapano, la Selca fallisce. I processi a carico dei proprietari prima, dei curatori fallimentari poi si chiudono con l'assoluzione degli imputati, ma fermano i progetti di rilancio. Ora i progetti di rilancio dell'area tornano in primo piano. C'è, fra le varie ipotesi,quella di trasformare quest'area in un sito europeo per il recupero di materie prime rare; il sito è stato classificato, grazie ad una delibera dell'assessorato all'ambiente di livello 1 e quindi ha la priorità rispetto ad altri siti.
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