La rimozione all'ex Selca sembra ancora lontana

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A fine 2025 Regione Lombardia ha stanziato 2 milioni di euro per cominciare la rimozione dei rifiuti dell'ex Selca. Si tratterebbe per il momento di spostare il cumulo 35 (mille 480 mc a fronte di un totale in sito di 37 mila metri cubi). Il progetto di fattibilità è stato predisposto dal comune di Berzo Demo poiché la curatela fallimentare è inadempiente. Pare però che al momento non vi siano siti fra Germania ed Austria – destinazioni paventate – che potrebbero accogliere i rifiuti a causa dell'elevato contenuto di floruri – oltre che cromo ed icrocarburi - Le associazioni ambientaliste del comprensorio - Legambiente Valle Camonica e Alto Sebino, Italia Nostra Sezione di Valle Camonica, Amici della natura di Saviore, Amici del Torrente Grigna – che da tempo monitorano il problema e che sono molto preoccupate per la situazione continuano a non vederci chiaro e capire se la strada avviata dalle istituzioni sia percorribile. L'intento delle associazioni non è quello di far polemica o di continuare a dibattere sul tema e per questo chiedono a Regione e al Comune di Berzo Demo di attivare da subito una Task Force qualificata con competenze tecnico-scientifiche, industriali e giuridiche. Tra le ipotesi da valutare le associazioni suggeriscono quella di gestire i rifiuti ex Selca nell’ambito dell’economia circolare coinvolgendo i diversi settori industriali. L’altro aspetto preoccupante del sito ex Selca, rimarcato a più riprese anche da ARPA, è quello del deperimento delle infrastrutture che contengono i rifiuti per le quali, vista l’incertezza dei tempi della rimozione, occorre fare una verifica accurata e degli interventi di consolidamento. La barriera idraulica attivata per contenere l’inquinamento di fluoruri nella falda freatica sembra ridurre la diffusione degli inquinanti fuori dal sito ma non c’è da illudersi sull’efficacia a lungo termine. Qualche tempo fa è stato segnalata alla Prefettura di Brescia la pericolosità incombente di una possibile fuoriuscita di ingenti quantità di fluoruri (estremamente solubili) dal sito ex Selca, in caso di eventi estremi, con sversamenti nel fiume Oglio e quindi nel lago d’Iseo, chiedendo se era stata fatta la valutazione dei rischi e se vi fosse un eventuale piano di intervento. Anche volendo ritenere l’accadimento piuttosto improbabile (ma gli eventi estremi sono sempre più numerosi) il principio di precauzione dovrebbe raccomandare di valutare al più presto delle iniziative in questo senso. Infine – dicono le associazioni – chiediamo alle Amministrazioni competenti la massima trasparenza su quanto si sta facendo per la ex Selca.

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