Caso Genini, risolto il mistero del telefono bianco
Il telefono bianco di Francesco Dolci è stato ritrovato e consegnato dallo stesso indagato alla Questura di Milano. Il dispositivo, acquisito formalmente nell’ambito del decreto di sequestro emesso dalla Procura di Bergamo, sarà ora analizzato dagli investigatori che si occupano dell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini. Dolci, 41 anni, impresario di Sant’Omobono Terme e unico indagato per il vilipendio della sepoltura della 29enne nel cimitero di Strozza, si è presentato davanti agli agenti della Polizia di Stato che stanno conducendo le indagini sull’omicidio della giovane. Procedimento per il quale è attualmente in corso il processo a carico di Gianluca Soncin, nel quale lo stesso Dolci figura come testimone. Informata dell’esistenza del decreto di sequestro disposto dalla Procura di Bergamo, la Questura di Milano ha proceduto all’acquisizione del telefono, che sarà ora messo a disposizione del pubblico ministero Giancarlo Mancusi, titolare dell’inchiesta coordinata dal Nucleo Investigativo. Il dispositivo risultava irreperibile dal 6 maggio, giorno in cui Dolci era stato iscritto nel registro degli indagati. L’uomo aveva sostenuto di aver smarrito il cellulare in un bar di Bergamo, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri. Una versione sulla quale gli inquirenti continuano però a nutrire forti dubbi, ipotizzando che il telefono possa essere stato nascosto volontariamente. Secondo quanto emerge, nel dispositivo sarebbe conservato materiale che Dolci ritiene utile alla propria difesa, legato a presunti complotti e a ipotizzati sodalizi criminali ai suoi danni. Non si esclude inoltre che l’uomo intendesse verificare la disponibilità degli investigatori milanesi ad approfondire piste alternative, già valutate e successivamente scartate dalla Procura di Bergamo. Raggiunto telefonicamente, Dolci si è detto amareggiato per gli sviluppi della vicenda: «Mi sento tradito. È la riprova che si vuole favorire Soncin a discapito mio e di Pamela». Resta infine il mistero sul luogo in cui il telefono sia stato effettivamente ritrovato. «Non ha importanza», si è limitato a dichiarare Dolci.
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