Espulsioni e provvedimenti contro l’immigrazione irregolare
Sono proseguiti anche durante le festività di fine anno i controlli straordinari della Questura di Brescia contro l’immigrazione irregolare e le forme di illegalità connesse alla criminalità diffusa. Le operazioni, disposte dal questore Paolo Sartori e condotte con servizi interforze su tutto il territorio provinciale, hanno portato all’individuazione di 17 cittadini extracomunitari irregolari e con precedenti penali, responsabili – a vario titolo – di reati che spaziano dalle rapine allo spaccio di droga, dai furti alle violenze e ai reati contro il patrimonio. Per tutti è stata disposta l’espulsione dal territorio nazionale, con accompagnamento immediato alla frontiera aerea oppure con il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri, in attesa dell’esecuzione del provvedimento. Accanto a questi casi, sono stati individuati 58 cittadini stranieri irregolari ma incensurati, destinatari di un ordine di allontanamento volontario entro sette giorni. In caso di mancato rispetto, scatteranno le procedure di espulsione coattiva previste dalla normativa vigente. Parallelamente, l’Ufficio Immigrazione ha intensificato i controlli sui permessi di soggiorno, sia rilasciati sia in fase di rinnovo: dall’inizio dell’estate sono stati revocati o negati 355 titoli di soggiorno, per mancanza dei requisiti richiesti. Anche in questi casi è stato imposto l’obbligo di lasciare l’Italia entro 14 giorni. Tra gli interventi più significativi, quello di un cittadino tunisino di 37 anni, pluripregiudicato e recentemente condannato per spaccio di droga, trasferito nel Cpr di Milano in attesa del rimpatrio. Espulsione anche per un cittadino nigeriano di 38 anni, richiedente asilo, arrestato per un’aggressione: valutata la pericolosità sociale, è stata avviata la revoca della protezione internazionale. Infine, a Montichiari, è stato sventato un tentativo di matrimonio di convenienza: un tunisino di 29 anni, entrato illegalmente in Italia, è stato accompagnato immediatamente alla frontiera.
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